Spaghetti del saponaro di Eduardo De Filippo, il suo piatto preferito

Gli spaghetti del saponaro di Eduardo de Filippo sono un primo piatto con pochi ingredienti ma estremamente saporiti e semplici da fare

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Uno primo piatto semplice ma assolutamente buonissimo, gli spaghetti del saponaro di Eduardo De Filippo si presentano con pochissimi ingredienti ma tutti estremamente saporiti. Per renderli più buoni bisognerà saperli risottare al meglio in modo che formino una cremina fantastica. Con l’ultima cottura di 5 minuti al forno poi, formeranno una crosticina sopra che farà letteralmente impazzire le vostre papille gustative.

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Perché Eduardo De Filippo li chiamava spaghetti alla saponara?

I saponari a Napoli erano dei piccoli affaristi che giravano per le case, portavano con loro una quantità di sapone che davano in cambio di roba vecchia di cui le casalinghe dovevano disfarsi. Inoltre “saponaro” era il soprannome che Eduardo De Filippo aveva dato al suo amico Don Salvatore Navarra, il quale era un cuoco provetto nel realizzare questo piatto.

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Ingredienti spaghetti del saponaro di Eduardo de Filippo

  • 360 g spaghetti
  • 2 cucchiai di capperi dissalati
  • 3 o 4 cucchiai di olive
  • 2 spicchi aglio
  • 1 peperoncino fresco
  • olio EVO
  • sale q.b.
  • pangrattato q.b. oppure due taralli alle mandorle

Procedimento spaghetti del saponaro

Mettete subito l’acqua sul fuoco per cuocere la pasta, la preparazione risulterà essere molto rapida e nel frattempo preriscaldate il forno. In una padella che possa poi essere messa in forno ( quindi utilizzate una padella in acciaio o ghisa con manici in acciaio o ghisa) mettete abbondante olio, il peperoncino e due spicchi di aglio scamiciati, fate soffriggere.

Aggiungete un paio di cucchiai di capperi dissalati e le olive, girate bene in modo che non si brucino. Scolate la pasta dopo 7 minuti (gli spaghetti solitamente cuociono 12) e finite la cottura risottando in padella aggiungendo un po’ di acqua si cottura alla volta. Dovrebbe formarsi sul fondo dopo qualche minuto una cremina. Aggiungete un po’ di sale ma ricordatevi che i capperi solo molto sapidi quindi meglio assaggiare prima.

Togliere dal fuoco, prendere due o tre manciate di pangrattato e spolveratelo sulla spasta. Mettete ora la padella in forno per 5 muniti e buon appetito.

Consigli

Ricordatevi che la cottura risottata in padella sarà più lunga della cottura in acqua quindi se tirate fuori gli spaghetti dopo 7 minuti ce ne vorranno almeno altri 10 minuti perché risulti cotta con la tecnica della risottatura.

Il miglior abbinamento è con un vino rosso giovane, come l’Ormeasco di Pornassio Sciac-trà o il Rossese di Dolceacqua, il Piedirosso, il Cirò Rosso calabrese e l’Etna Rosso.

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