È uno degli strumenti più comuni in ogni cucina italiana. Appeso, infilato in un cassetto o accatastato nella credenza, lo scolapasta è il protagonista silenzioso di ogni piatto di pasta.
Eppure, pochi si chiedono: chi lo ha inventato? Quando è comparso? E com’è cambiato nel tempo?
Scopriamo insieme la storia di questo oggetto tanto umile quanto indispensabile.
Uno strumento antico quanto la pasta? Non proprio
A differenza della pasta, che ha origini antichissime, lo scolapasta è un’invenzione relativamente moderna.
Fino al XIX secolo, le cucine italiane usavano metodi più rudimentali:
- scolavano la pasta inclinando la pentola con un coperchio parziale,
- oppure usavano mestoli forati in rame o legno per prelevare gli alimenti.
L’idea di un contenitore forato, stabile e dedicato allo “scolare” nasce con la crescente diffusione della pasta secca nelle famiglie.
La svolta: la rivoluzione industriale e la cucina borghese
Con l’industrializzazione e la diffusione di nuovi materiali (come il metallo smaltato), nascono i primi colapasta come li conosciamo oggi.
Sono oggetti in metallo, spesso in latta, con due manici e fondo perforato, pensati per resistere al calore e facilitare la vita in cucina.
Il loro utilizzo diventa sempre più comune a partire dalla fine dell’Ottocento, soprattutto in Italia e in Francia.
Chi lo ha inventato davvero?
Non esiste un solo inventore certificato dello scolapasta.
È più corretto dire che si tratta di un’evoluzione collettiva degli strumenti da cucina europei, nata dall’esigenza pratica di rendere la pasta (e non solo) più facile da preparare.
La parola “colapasta” compare nei dizionari italiani all’inizio del XX secolo, e da allora è diventata di uso quotidiano.
Dal metallo alla plastica: l’evoluzione dello scolapasta
Negli anni ’50 e ’60, con il boom economico e l’introduzione della plastica nella produzione domestica, nasce il moderno scolapasta colorato:
- più leggero,
- più economico,
- facile da lavare,
- resistente a urti e graffi.
Oggi ne esistono in acciaio inox, silicone pieghevole, ceramica, e perfino in vetro per uso decorativo.
Scolapasta vs colino: attenzione alla differenza
- Scolapasta: ampio, pensato per grandi quantità di pasta o verdure.
- Colino: più piccolo, utile per scolare liquidi da contenitori ridotti (come il tè o i legumi in scatola).
Entrambi condividono la stessa logica: separare solidi e liquidi, ma con funzioni e proporzioni diverse.
Curiosità: lo scolapasta nell’arte e nella cultura pop
- Alcuni artisti contemporanei lo hanno utilizzato come simbolo del quotidiano, in chiave ironica o surrealista.
- È diventato un emblema della cucina italiana all’estero, spesso confuso con oggetti decorativi!
- Nella “Chiesa del Prodigioso Spaghetto Volante”, lo scolapasta è persino usato come copricapo simbolico (sì, davvero).
Senza scolapasta, niente pasta (fatta bene)
Oggi lo scolapasta è così integrato nella nostra quotidianità che non ci pensiamo più. Ma la sua invenzione ha reso più veloce, sicura e comoda la preparazione della pasta e di tanti altri alimenti.
È la prova che, a volte, anche gli strumenti più semplici possono fare una grande differenza.
